dall'agenda di cuoio...
Inizio a scrivere in questo quaderno odoroso mentre sul fornello scalda lentamente un triste passato di verdure.
Un buon acquerello del mio animo.
Odoroso di pensieri e tristemente intiepidito.
Ma magari, annusando lievemente la mia razionalità, e pian piano scaldandomi il cuore, farò di questo acquerello un paesaggio di tempere colorate, con laghi e fiumi e colline e alberi che graffiano il cielo...
Il tutto sta nel trovare il giusto equilibrio tra quello che voglio e quello che sento. Quel che penso di volere e quel che credo di sentire.
Ho un bulbo pesante e scuro sotto lo sterno. Lui lo sento. Mi tiene compagnia, una compagnia non gradita, che a volte preme forte sullo stomaco e mi causa una nausea di pensieri e parole.
Sto sempre bene attenta a non vomitarle.
Ho paura forse che, cercando di uscire, si scontrino con il bulbo, si imbruttiscano e incupiscano e poi, sulla bocca, mi lacerino le labbra.
Le labbra che "gli altri" vedono, tramite cui mi ascoltano.
Ho paura forse che così finisca per imbruttirsi e incupirsi l'immagine che "gli altri" hanno di me.
Maledetto bulbo...
Rabbia Rancore Nervosismo Solitudine.


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